Statuto

ART. 1

Denominazione – Bandiera – Sede – Scopo

E’ costituita in Lucca un’ Associazione  denominata “CROCE VERDE di Lucca Pubblica Assistenza”. L’epoca della sua fondazione risale al 21 Maggio 1893.

Ha una bandiera in drappo bianco portante due nastri con i colori nazionali ed al centro  l’emblema sociale, una croce verde cerchiata con l’iscrizione “Croce Verde di Lucca Pubblica Assistenza  Fondata nel 1893”.

Ha sede legale nel Comune di Lucca

Persegue le ormai antiche tradizioni umanitarie, con lo scopo di porgere pronto ed efficace soccorso nei casi di pubblici e privati infortuni e di calamità, estendendo la propria azione a tutte le forme di beneficenza ed assistenza, anche effettuando cerimonie e servizi di onoranze funebri, osservando il più assoluto altruismo verso chiunque senza riguardo al sesso, nazionalità, razza, condizione sociale, fede politica o religiosa. Solo per questi scopi si richiama ai vecchi statuti.

In particolare svolge, compatibilmente con i mezzi e i volontari a disposizione, la sua azione per:

a) – raccogliere e trasportare feriti ed ammalati;

b) – prestare la propria opera nel campo della Protezione Civile, nella tutela dell’ambiente e nei casi nei quali venga richiesta e ne sia riconosciuta una specifica utilità;

c) – favorire la propaganda, la sensibilizzazione e l’organizzazione della donazione del sangue, di organi e di tutte le altre iniziative per la tutela della vita e della dignità umana;

d) – intervenire nelle diverse situazione di emarginazione, sofferenza e disagio, fisico e morale, anche con assistenza domiciliare;

e) – prestare assistenza sanitaria, anche ambulatoriale, di tipo medico e paramedico;

f) – procurare asilo ai bisognosi;

g)  – promuovere attività diverse di prevenzione, iniziative della difesa dell’ambiente, attività sociali, culturali, educative e ricreative, anche mediante la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico;

h) – promuovere aiuti alle famiglie colpite da lutto con un servizio di onoranze funebri, con lo scopo  di consentire loro il minor disagio economico possibile, anche mediante la fornitura di articoli e arredi funebri;

i) – può promuovere, aderire o costituire organismi o sezioni, i cui principi non contrastino con quelli dell’Associazione, che coordinino democraticamente l’attività di associazioni di volontariato sia a livello locale che provinciale, regionale o nazionale.

l) – può promuovere enti e società e comunque acquisire partecipazioni anche di

controllo, in società ed enti   che non  contrastino con le finalità dell’Associazione;

m) – può compiere ogni operazione utile o opportuna per meglio organizzare

l’attività  istituzionale ivi incluso l’affitto dei beni dell’Associazione anche al

fine di garantire entrate utili al proprio sovvenzionamento.

Essa può sopperire a specifiche esigenze con l’opera di lavoratori dipendenti ed autonomi,  i cui rapporti saranno disciplinati secondo legge.

ART.  2

 Patrimonio ed esercizi   sociali

Il patrimonio è costituito:

a) – dai beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;

b) – da fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio, destinati a fronteggiare eventi finanziari eccezionali ed a compensare eventuali perdite di esercizio accertate e controllate secondo statuto;

c) – da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;

d) -  da fondi di accantonamento finalizzati;

Le entrate sono costituite:

a) – dalle quote sociali;

b)- dal ricavato dall’organizzazione di manifestazioni o partecipazione ad esse;

c) – dalle questue;

d) – da offerte di cittadini, enti pubblici e privati;

e) – da rimborsi derivanti da convenzioni pubbliche e private;

f) – da eventuali proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali;

g) – da eventuali finanziamenti a fondo perduto di enti pubblici e privati, lasciti, donazioni monetarie o numerarie, rendite di beni posseduti in proprio ed ogni altro provento non destinato ad aumentare il patrimonio sociale.

L’ esercizio  chiude il trentuno dicembre di ogni anno ed  il bilancio relativo viene  presentato entro il trentuno di marzo dell’anno successivo e sottoposto all’assemblea entro il trenta aprile.

Nella stessa Assemblea il Consiglio di Amministrazione presenta le linee programmatiche dell’esercizio a venire.

 ART.  3

Soci, Soci volontari, Soci  sostenitori, Soci onorari

Sono soci le persone la cui domanda di ammissione verrà accettata dal Consiglio e che verseranno, all’atto della ammissione, la quota di associazione annualmente stabilita dal consiglio stesso.

Il Consiglio all’unanimità deciderà, in casi speciali, di esentare dal versamento delle quote sociali  soci particolarmente meritevoli  e/o in situazione economiche precarie.

Il titolo di socio è individuale e non può essere esteso a ditte e società.

Può essere socio chiunque senza distinzione di sesso,  nazionalità,  razza, condizione sociale, fede politica  o religiosa.

La quota sociale dovrà essere corrisposta entro il trentuno gennaio di ogni anno. I soci che non avranno presentato per iscritto le loro dimissioni entro il trenta ottobre di ogni anno saranno considerati soci per l’anno successivo, purché in pari con il versamento delle quote sociali.

I soci avranno diritto a frequentare i locali sociali, usufruire dei servizi sociali ed avranno l’obbligo di prestare la propria opera umanitaria, con spirito di comprensione e tolleranza, secondo le direttive ed il controllo della direzione, ove richiesto, e di partecipare alle manifestazioni promosse dalla Associazione.

Sono soci volontari quei soci che partecipano attivamente ed in forma volontaria alla vita attiva della Associazione. I soci volontari hanno gli obblighi che derivano loro dalle leggi ed i relativi diritti, ed osserveranno il regolamento nelle parti che li riguardano.

Solo i soci ed i soci volontari hanno diritto al voto e possono ricoprire cariche sociali.

I dipendenti e tutti coloro che hanno rapporti patrimoniali con l’Associazione possono essere solo soci sostenitori.

Sono soci onorari le persone, anche non socie, che si siano distinte per particolari prestazioni o benemerenze a favore dell’Associazione. Sono nominati dal Presidente su proposta del Consiglio di Amministrazione.

La qualità di socio si perde per decesso, dimissioni, morosità o indegnità. La morosità verrà dichiarata dal consiglio, l’indegnità dovrà essere sancita dall’assemblea dei soci a maggioranza assoluta dai presenti.

 ART.  4

 Amministrazione

L’Associazione risponde, con i propri beni e le proprie risorse economiche, dei danni causati per inosservanza delle convenzioni e contratti stipulati; è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da tredici membri eletti dai soci aventi diritto di voto (soci e soci volontari).

In caso di dimissioni o recesso di un consigliere, il Consiglio, nella prima riunione, provvede alla sua sostituzione col primo dei non eletti.

Il Consiglio di Amministrazione opera collegialmente e resta in carica tre anni.

Il Consiglio di Amministrazione nomina nel proprio seno il Presidente, un Vice Presidente e un Segretario. Il Presidente, consultato il Consiglio, distribuisce incarichi e deleghe.

Il Consigliere Delegato esercita i poteri a lui conferiti e ne risponde al Presidente e al Consiglio. Il Presidente e in sua assenza il Vice Presidente, rappresentano legalmente l’ Associazione nei confronti  di terzi ed in giudizio, curano l’esecuzione dei deliberati della Assemblea e del Consiglio.

Nei casi di urgenza, sia il Presidente che i consiglieri, possono esercitare i poteri del Consiglio di Amministrazione, salvo ratifica da parte di questo nella prima riunione.

Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio.

Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, senza limitazioni. Esso predispone il bilancio d’esercizio e le linee programmatiche di quello a venire da sottoporre all’Assemblea, determina la quota sociale, nomina  dipendenti ed impiegati determinandone mansioni e retribuzione; compila il regolamento da sottoporre all’approvazione dell’ Assemblea: tale regolamento dovrà essere osservato obbligatoriamente da tutti gli associati e dovrà disciplinare, nel rispetto del presente Statuto, gli ulteriori aspetti eventuali della organizzazione e delle attività, per il buon funzionamento dell’ Associazione.

Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno sei dei suoi membri.

Per le riunioni di Consiglio non sono ammesse deleghe.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza qualificata dei presenti.

Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vice Presidente e in assenza di entrambi dal più anziano di età dei presenti.

Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito registro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

ART.  5

Elezioni

Alla scadenza del mandato triennale l’Assemblea, appositamente convocata, nomina una Commissione Elettorale che sarà eletta in assemblea e composta da cinque soci con pieni diritti e con anzianità di iscrizione di almeno un anno.

La  Commissione ha il compito di esaminare le proposte di candidatura, controllandone la validità. Predispone un elenco in ordine alfabetico con un numero di almeno ventidue candidati per il Consiglio di Amministrazione.

I membri della Commissione Elettorale non possono essere inclusi nell’ elenco dei candidati.

Ogni socio può essere inserito nell’elenco  mediante richiesta scritta da formalizzare su apposito modulo predisposto dalla Commissione Elettorale. Tale modulo  dovrà essere sottoscritto dal socio aspirante candidato e da almeno altri dieci soci presentatori, tutti in regola con le norme statutarie.

Ogni socio non può sottoscrivere più di una candidatura.

Le elezioni del Consiglio sono a scrutinio segreto con voto reso personalmente.

ART. 6

Assemblee

I soci sono  convocati in assemblea dal Consiglio almeno una volta l’anno  entro il trenta  aprile, o mediante comunicazione scritta diretta a ciascun socio, o mediante affissione nell’albo dell’Associazione di avviso di convocazione contenente l’ordine del giorno, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza. L’Assemblea deve inoltre  essere convocata su domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei soci, a norma dell’art. 20 C.C.

L’Assemblea può  essere  convocata  anche  fuori dalla sede sociale.

L’assemblea delibera sul Bilancio d’Esercizio e sulle linee programmatiche di quello a venire, sugli indirizzi e direttive generali della associazione, sulla nomina dei componenti del Collegio dei Revisori e del Collegio dei Probiviri, sulle modifiche dello Statuto e su tutto quant’altro a lei demandato per legge e per statuto.

Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola col pagamento della quota annua di associazione.

Nel caso di assemblea per l’approvazione del bilancio o per la deliberazione in merito a responsabilità dei consiglieri, questi ultimi non possono votare.

L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio, in mancanza di esso dal Vice Presidente; in mancanza di entrambi l’assemblea nomina il proprio Presidente.

Il Presidente dell’assemblea nomina un segretario e,  se necessario, due scrutatori.

Spetta al Presidente di constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento all’assemblea.

Le deleghe sono ammesse solo al fine di raggiungere il numero legale per la validità dell’Assemblea.

Delle riunioni di assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal segretario ed eventualmente dagli scrutatori.

Le assemblee deliberano a maggioranza, come previsto dall’art. 21 C.C.; salvo che per modificare lo Statuto, le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà più uno degli aventi diritto a voto, oppure, qualora tali condizioni non sussistano, sarà sufficiente il voto favorevole di almeno i quattro quinti degli aventi diritto al voto presenti all’assemblea , qualunque  ne sia il numero.

 ART. 7

Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori dei conti viene eletto dall’Assemblea appositamente convocata per l’elezione della Commissione Elettorale alla fine del mandato triennale del Consiglio di Amministrazione.

E’ costituito da tre membri effettivi più due supplenti, eleggibili anche tra i non Soci.

Nella prima riunione dopo la nomina elegge nel proprio seno un presidente.

I Revisori dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, redigendo una relazione da allegare ai bilanci annuali; potranno accertare la consistenza di cassa e la esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociali; potranno procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

Delle proprie riunioni il Collegio redige un verbale da trascrivere in apposito registro.

Nessun compenso è dovuto ai membri del Collegio dei Revisori.

 ART. 8

Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri viene eletto dall’Assemblea appositamente convocata per la elezione della Commissione Elettorale alla fine del mandato triennale del Consiglio di Amministrazione.

E’ costituito da tre membri effettivi più due supplenti.

Risolve in prima istanza le controversie elettorali secondo le regole dei collegi arbitrali.

Alla competenza del Collegio dei Probiviri saranno, inoltre, sottoposte tutte le eventuali controversie sociali tra soci e tra questi e l’Associazione o i suoi organi; in tutti i casi non vietati dalla Legge e con esclusione di ogni altra giurisdizione, essi giudicheranno senza formalità di procedura, ma con il rispetto del contraddittorio.

Nel caso di motivata contestazione della imparzialità del collegio probivirale, si farà luogo ad un giudizio arbitrale, in cui ciascuna parte nominerà il proprio arbitro e il Presidente del Consiglio Arbitrale.  In mancanza di accordo sulla nomina del Presidente del Consiglio Arbitrale, provvederà il Presidente dell’Associazione Nazionale a cui l’Associazione aderisce o il Presidente del Tribunale di Lucca.

Sia il collegio probivirale che quello arbitrale, decideranno senza particolari formalità, ma nel rispetto del contraddittorio.

Nessun compenso è dovuto ai membri del Collegio dei Probiviri.